Non è facile ammettere di soffrire di incontinenza urinaria

Scritto da domenicaferrari

2 Apr, 2021

L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urine oggettivamente dimostrabile e di entità tale da costituire un disagio igienico-sociale.

Esistono tre tipi di incontinenza urinaria:

  1. Incontinenza da sforzo (I.U.S.), dovuta all’aumento improvviso della pressione intraddominale come ad esempio colpo di tosse o starnuto.
  2. L’urge incontinence si presenta come un’incapacità di procrastinare la minzione per una contrazione del muscolo detrusore.
  3. L’incontinenza mista dove sono presenti entrambi i tipi sopracitati.

L’Urologo compirà una serie di valutazione, che includono:

  • L’anamnesi della paziente;
  • La tipologia dei sintomi;
  • Le caratteristiche dell’incontinenza: epoca di comparsa, entità (numero di assorbenti utilizzati), eventuali sintomi infettivi coesistenti (cistite);
  • Quantità di liquidi assunti giornalmente (diario minzionale),
  • Eventuale utilizzo di farmaci (antidepressivi, diuretici, etc.);
  • Alterazioni della sessualità (specie nella menopausa) e dell’alvo (stipsi, etc.);
  • Gli aspetti psicologici e le attese per gli esiti del trattamento.

Successivamente, si procederà con una serie di indagini di primo livello, come l’esame obiettivo generale (rapporto peso-altezza), l’esame obiettivo particolare (sulla tonicità del pavimento pelvico e sull’efficienza degli sfinteri, eventuali prolassi) e il test di valutazione delle perdite sotto il colpo di tosse.

l trattamento dell’incontinenza inizia fin dalla prima visita, in quanto non si deve permettere alla malattia di demotivare e di far provare disagio alla paziente.

Il primo passo è correggere gli stili di vita sbagliati, come smettere di fumare, fare più attività fisica e, se la paziente è in sovrappeso, dimagrire.

Naturalmente è necessario curare le malattie e le infezioni che possono aver scatenato l’incontinenza (infezioni croniche delle vie urinarie, stipsi ostinata, etc.) e praticare esercizi di rieducazione e ginnastica vescicale e, nel caso dell’incontinenza da sforzo, di irrobustimento dei muscoli pelvici.

Può un assorbente cambiare la vita di una donna?

Non è facile ammettere di soffrire di incontinenza urinaria e le statistiche lo evidenziano, solo il 20% delle donne che ne soffre lo confida o al medico di famiglia, o all’ostetrica o all’urologo.

Il forte disagio psicologico, che le perdite urinarie generano nelle donne, è motivo di ritardo per una corretta diagnosi e per il tipo di trattamento.

Le varie pubblicità di assorbenti, che quotidianamente scorrono sugli schermi televisivi e sui giornali concorrono ad aggravare il disagio psicologico, doveroso però è spezzare una lancia in loro favore perché almeno affrontano il problema, certo la comunicazione è di tipo commerciale, non sanitaria e questo porta ad una cronicizzazione e non ad una soluzione del disagio.

Comprendere quali possano essere le cause dell’incontinenza urinaria è fondamentale e legittimo per le donne, una comprensione che aiuta a ridurre il disagio sia fisico che psichico; ma altrettanto utile risulta essere la conoscenza olistica del proprio corpo e nello specifico l’anatomia e la fisiologia dell’apparato genito-urinario.

Sapere dov’è collocato e capire come funziona un organo o un apparato ci permette di mantenere meglio il suo stato di salute.

Fortunatamente grazie ai corsi di accompagnamento alla nascita si è riusciti a dare una prima risposta per quello che presenza fisica ed emotiva al distretto muscolare del pavimento pelvico, delle sue funzioni fisiologiche e delle sue disfunzioni, un altro risvolto positivo è che questo tipo di informazione riesce a raggiungere due generazioni le future mamme e le future nonne promuovendo la prevenzione delle disfunzioni del pavimento pelvico ed in altri il trattamento.

I principali fattori di rischio sono le gravidanze plurime e i parti vaginali, fattori che possono pregiudicare la statica pelvica.

Anche l’obesità può rappresentare una causa di incontinenza.

In questo caso riacquistare il proprio peso forma favorisce la regressione del problema. Tra le cause irritative scatenanti rientrano le cistiti e il fumo.

Quest’ultimo aumenta la prevalenza dei sintomi a carico dell’apparato urinario di circa 1,5 volte, rispetto alle non fumatrici.

Il segno delle disfunzioni del pavimento pelvico è, nella maggior parte dei casi, la fuga involontaria di urine che trova nell’uso di un assorbente la soluzione più rapida al disagio. Una soluzione tampone.

Riconoscere in una di queste descrizioni la propria situazione può essere di aiuto per la presa di coscienza dell’esistenza di un problema. Un problema che con il giusto aiuto può essere risolto, basta affidarsi a mani esperte e competenti.

Fortunatamente l’incontinenza non è una patologia pericolosa per la salute ma certamente insidiosa per la qualità della vita di chi ne soffre.

Basta guardare la circospezione delle donne quando acquistano assorbenti igienici deputati alla neutralizzazione e delle fughe di urina e dell’odore della stessa.

Purtroppo, sono poche le donne che hanno la possibilità di poter scegliere tra un dispositivo, assorbente, ed un approccio terapeutico specialistico poiché poca visione viene data a quest’ultimo.

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